Iniziata dal Vescovo Primo ( 989 – 1018
) fu consacrata nel 1067.
La pianta è a croce latina
a cinque navate .
Del periodo romanico sono visibili
le absidi e l’importante
cripta che occupa l’area del transetto e del coro; tra
il XVI ed il XIX secolo si rinnova completamente la decorazione
interna con stucchi ed affreschi.
Il campanile, in facciata, venne completato nel 1479; il pronao
seicentesco si armonizza con i porticati laterali che delimitano
la piazza del Duomo.
Degni di attenzione il portale maggiore,
opera di Giovanni Antonio Pilacorte (1481) e all’interno, il pulpito realizzato nella
prima metà del XIX secolo riutilizzando lastre marmoree
rinascimentali e il Battistero in stile rococò .
Nel transetto, a sinistra, il barocco altare di San Guido con
la pala del genovese David Corte.
Nella sala del Capitolo si conserva il trittico della Madonna
del Monserrato, capolavoro del pittore spagnolo Bartolomeo Bermejo,
commissionato intorno al 1480 da Francesco Della Chiesa mercante
acquese e la pala di San Guido e i quattro Dottori opera lombarda
del 1496.
Sul lato destro della Cattedrale si trova il Chiostro dei Canonici ultimato nel 1495.
Castello dei Paleologi
Compare nel 1056 come “castelletto” del
vescovo di Acqui Terme , passa nel 1340 al marchese di Monferrato.
Guglielmo VII Paleologo ne promuove
la ricostruzione nel decennio 1480-1490; successivi rimaneggiamenti
sono dovuti ai Gonzaga nel XVII secolo, anche ad opera dell’architetto Scapitta;
infine l’architetto Ferroggio realizza nel 1789 il fabbricato
carcerario.
Il castello non ebbe funzione residenziale dai tempi dei marchesi
di Monferrato: fu sfortunata quanto modesta piazzaforte militare,
inadeguata alle armi da fuoco venne sovente espugnata con gravissime
danni alle cortine.
Oggi ospita le collezioni del Civico Museo Archeologico.
Chiesa dell’Adolorata
In stile romanico, a tre navate
con campanile ottagonale appoggiato sull’abside sud. Eretta come chiesa abbaziale dello scomparso
monastero di San Pietro, fondazione vescovile dell’XI
secolo, sull’area di una precedente chiesa cimiteriale
paleocristiana, fu ridotta in commenda già sul finire
del Quattrocento.
Nel 1720, dividendo la navata centrale, si eresse la chiesa
dedicata alla Vergine Addolorata.
Decaduta ed in buona parte degradata fu oggetto dal primo
dopoguerra, di un pesante intervento di restauro ricostruttivo
volto a riportarla al presunto aspetto originale.
Nell’interno una Deposizione di scuola lombarda, affresco-staccato-
risalente alla metà del XV secolo, due tele seicentesche
con L’incoronazione di spine e Gesù di fronte
a Pilato e la statua lignea della Madonna Addolorata ( verso
il 1720 )
Chiesa di San Francesco
Facciata in stile composito (1835-
1854), interno costituito da un’ampia aula centrale
con due navatelle.
Al XV secolo risalgono la canna
della torre campanaria e l’abside.
I francescani, presenti in Acqui Terme dal 1244, ottennero la Chiesa di San Giovanni, di probabile
origine paleocristiana che trasformarono radicalmente dopo
la seconda metà del Quattrocento;
annesso alla chiesa il convento di cui sussistono i due chiostri
prossima sede della civica biblioteca.
All’interno l’Immacolata
Concezione del Moncalvo, l’Adorazione dei Magi di Raffael
A. Soleri ed una Madonna con il Bambino tra San Francesco e
Sant’Antonio da Padova
di Pietro Beccaria.
Chiesa di Sant’Antonio
Eretta nel 1608 dai Barnabiti sotto il tittolo di San Paolo collegata al convento omonimo fu ricostruita nel 1701.
Nel 1812 vi venne trasferita la
confraternita di Sant’Antonio.
Pregevolissimo l’arredo ligneo rococò.
Palazzo vescovile
Iniziato prima
del 1450 venne definitivamente completato nel 1592, al
XVIII secolo risalgono la cappella ed il saloneprincipale
decorato dall’effigi dei vescovi diocesani.
Seminario vescovile
Il seminario maggiore fu eretto su progetto di Bernardo Vittone tra il 1755 e il 1772.
Notevole lo scalone “a forbice” e la cappella
in stile neo gotico realizzata alla fine dell’800.
Nel seminario minore, già monastero di Santa Caterina (secolo XVI ), ha sede il polo didattico di Acqui Terme che
ospita il Corso di Laurea in Scienza e Tecnologia dei Prodotti
della Salute della Facoltà di Farmacia dell’Università degli
Studi del Piemonte Orientale “Amedeo Avogadro”.
Palazzo del Comune
Eretto alla fine del XVII secolo
dalla famiglia Lupi di Mirano, passò poi all’israelita Abraam Levi che nel 1910
lo donò alla civica amministrazione auspicando, come
poi avvenne, che vi trasferisce la propria sede.
Alcuni ambienti hanno mantenuto
l’elegante decorazione
settecentesca come la sala della Giunta dalle belle sopraporte
con vedute romane.
La torre e la facciata su Corso
Roma sono dell’inizio
del XX secolo.
Palazzo Robellini
Costruito da Giovanni Antonio Robellini sul finire del 500, come è testimoniato dall’importante
colonnato, fu riplasmato nel XVIII secolo dai Dagna Sabina cui si deve lo scalone e gli ambienti aulici.
Al suo interno oggi sono ospitati
gli uffici dell’assessorato
alla cultura e la sala mostre comunale.
Nelle cantine ha sede l’Enoteca
Regionale.
Nuove Terme
Nella piazza principale della città venne realizzato
dopo il 1870 lo stabilimento termale e l’omonimo albergo,
che fu oggetto di radicali ristrutturazioni prima della seconda
guerra mondiale e nuovamente tra il 2001 e il 2002, restylinggrazie
al quale l’Hotel è ritornato all’antico
splendore.
Antiche Terme
L’attuale complesso termale risale alla riedificazione
del tardo seicento dovuta a Giovanni Battista Scapitta, una
frana nel 1687 aveva distrutto il fabbricato già documentato
nel XV secolo.
Dopo la restaurazione l’edificio assunse sostanzialmente
l’aspetto odierno.
Villa Ottolenghi
Complesso monumentale iniziato
dai coniugi Ottolenghi - Von Wedekind nel primo dopoguerra
e parzialmente terminato nel 1953. Progettisti Federico D’Amato,
Marcello Piacentini, Ernesto Rapisardi; la progettazione
del giardino venne affidata a Giuseppe Vaccaio e Piero Porcinai.
La decorazione interna è del
pittore Ferruccio Ferrazzi che ha realizzato anche i cartoni
per i mosaici del mausoleo.
Non sono purtroppo più presenti
le numerose sculture di Arturo Martini.
Casa di riposo “Jona Ottolenghi”
Ha sede nel cinquecentesco ospedale cittadino di cui resta
il triplice ordine dei loggiati.
La ristrutturazione del 1934 si
deve alla generosità dei
conti Arturo ed Herta Ottolenghi che affidarono all’architetto Marcello Piacentini i lavori e ad artisti come Ferruccio Ferrazzi
e Fiore Martelli le decorazioni.
Nel giardino il gruppo bronzeo “Il ritorno del figliol
prodigo” di Arturo Martini.
Edicola e Piazza della Bollente
L’intervento dell’amministrazione comunale guidata
da Giuseppe Saracco trasformò radicalmente tra il 1870
ed il 1880 l’antichissima area sorta intorno alla fonte
omonima demolendo anche il Ghetto.
All’ingegnier Ceruti si deve l’edicola-tempietto
in stile eclettico.
La via Saracco e delimitata dal Palazzo di Giustizia e da
quello che ospitava la Sinagoga.
Sito Archeologico della Piscina Romana
Resti facenti parte di un vasto complesso termale risalente
all’età imperiale, ritrovati presso l’attuale
Corso Bagni nel 1913, durante la costruzione di nuovi portici
accanto all’Hotel Nuove Terme.
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